3d radar antenna

Tra le attività di monitoraggio e ricerca svolte dall’unità funzionale c’è quella che riguarda la mappatura e la caratterizzazione delle faglie con tecniche geofisiche in collaborazione con altre unità funzionali dell’INGV.

L’approccio multidisciplinare prevede, oltre a studi di tipo geologico e geomorfologico, la realizzazione e l’integrazione di tecniche geofisiche ad alta risoluzione per investigare il sottosuolo in aree a elevato rischio sismico.

Le metodologie di indagine maggiormente impiegate sono la tomografia elettrica galvanica e la geoelettrica capacitiva che, attraverso la misura della distribuzione della resistività elettrica del sottosuolo, permettono di mappare la presenza di contrasti verticali e laterali delle proprietà elettriche e quindi di vincolare le strutture tettoniche di interesse in profondità.

La geoelettrica capacitiva ha il vantaggio di acquisire dati di resistività elettrica in tempi molto rapidi se confrontati con quelli di tomografia classica poiché, rispetto a essa, non è necessario infiggere gli elettrodi nel terreno per eseguire le misure. Di contro però, la tecnica capacitiva fornisce un’immagine del sottosuolo più limitata in profondità, fino a circa 10-15 m e con una risoluzione leggermente inferiore.

Per quanto riguarda la tomografia elettrica classica, le configurazioni elettrodiche maggiormente impiegate sono il Wenner-Schlumberger e il dipolo-dipolo. Queste due tipologie di array di acquisizione sono particolarmente sensibili alle variazioni verticali e laterali di resistività e quindi risultano efficaci in quei contesti geologici in cui si vogliono caratterizzare le zona di faglia e le geometrie deposizionali.

L’interpretazione dei modelli ricavati dall’elaborazione dei dati acquisiti va condotta con cura, analizzando e vincolando il modello geofisico ottenuto con il contesto geologico in esame.


Per approfondimenti sull’argomento si rimanda alle seguenti pubblicazioni: 

The shallow structure of a surface-rupturing fault in unconsolidated deposits from multi-scale electrical resistivity data: The 30 October 2016 Mw 6.5 central Italy earthquake case study

Shallow subsurface imaging of the Piano di Pezza active normal fault (central Italy) by high-resolution refraction and electrical resistivity tomography coupled with time-domain electromagnetic data


 

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