
Il personale della sezione Roma2 è impegnato in questi mesi in una articolata campagna di misura per la realizzazione della nuova carta magnetica nazionale. In queste due ultime settimane 2 squadre si sono impegnate per effettuare contemporaneamente le misure nella parte più occidentale dell'Italia: una squadra in Sardegna e l’altra in Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta, per un totale di 14 siti di misura.
Cos'è la Cartografia Magnetica Nazionale?
Le carte magnetiche italiane riportano la fotografia, ad un determinato istante, del campo magnetico sul territorio nazionale, espresso dal valore dei suoi elementi. Lo scopo è quello di monitorare lle sue variazioni spaziali e anche temporali sul lungo periodo (la cosiddetta variazione secolare).
Le misure per la rete magnetica nazionale vengono solitamente effettuate ogni 5 anni, in circa 100 punti di misura, detti capisaldi, che coprono il territorio italiano in maniera quanto più possibile omogenea. L’ultima campagna completa era stata effettuata nel 2015.

Attualmente, con un leggero ritardo dovuto alla pandemia, l’INGV, con la collaborazione dell’Istituto Geografico Militare (FI), è nella fase conclusiva della raccolta dei dati per elaborare la nuova carta magnetica italiana.
Come vengono effettuate le misure?
Le misure vengono effettuate tramite un teodolite con un magnetometro incorporato su alcuni punti detti capisaldi per le misure angolari.

Simultaneamente, tramite un magnetometro scalare, viene anche misurata l'intensità. Ogni caposaldo è georeferenziato, cioè caratterizzato da una precisa posizione geografica e dalla direzione angolare di diversi punti di riferimento distanti, noti come mire.

Nel caso in cui il caposaldo sia andato distrutto oppure sia irraggiungibile, è necessario posizionarsi nelle sue immediate vicinanze e georeferenziare il nuovo punto.
I dati raccolti vengono poi elaborati prendendo come riferimento i dati misurati in maniera continua presso gli osservatori geomagnetici italiani. Nel caso delle regioni Sardegna, Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta, situate ad una longitudine minore rispetto a quella degli osservatori, sono stati invece utilizzati i dati raccolti in maniera automatica da un magnetometro vettoriale installato temporaneamente nella zona interna della Sardegna.

Per ulteriori informazioni leggi anche: https://roma2.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-sorveglianza/reti-di-monitoraggio/rete-magnetica-nazionale

